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Capture the rain: un grattacielo a zero spreco d'acqua


Progettato per il 2010 Skyscraper Competition da Ryszard Rychlicki e Agnieszka Nowak, entrambi studenti di architettura a H3AR, il "capture the Rain" (cattura pioggia) , è un grattacielo sostenibile che raccoglie l'acqua piovana per soddisfare le esigenze d'acqua dei suoi residenti.

Caratterizzato da un innovativo tetto che raccoglie tutta l'acqua piovana possibile e da un "guscio" esterno costituito da un sistema di grondaie che massimizzano anc'esse la raccolta d'aqcua, questo Eco grattacielo convoglia tutta l'acqua verso il suo interno che, a forma di imbuto, la convoglia verso i serbatoi posizionati sotto le fondamenta. Durante questo processo l'acqua viene filtrata e poi, tramite delle apposite pompe, viene spinta fino a dei serbatoi posti sotto al tetto; a questo punto l'acqua è pronta per servire tutte le unità abitative.

Con questo sistema e con il serbatoio principale molto capiente è garantita la quantità sufficente di acqua per tutto l'anno, in quanto tutta quella in eccesso che cade nei periodi piovosi viene immagazzinata e sfruttata nei periodi secchi.


Un'idea veramente molto interessante, autonoma, ma fattibile solo in alcune zone. In certe altre servirebbe una superficie "catturante" enorme per soddisfare le esigenze di una sola famiglia. In paesi come l'inghilterra, per esempio, dove le pioggie sono molto frequenti, questo sistema ridurrebbe drasticamente gli sprechi d'acqua.

Sarebbe interessante capire anche quanto viene sacrificata l'illuminazione naturale all'interno del grattacielo, in quanto un enorme risparmio d'acqua a fronte di un enorme aumento di consumo di energia non avrebbe tanto senso...

iTANDEM. I figli in bici in modo attivo

Avete mai corso in bicicletta con un bambino sul sellino?

Certo, con i sellini di "ultima generazione" sicuramente la comodità non manca, ma perchè non far fare un pò di attività fisica anche a questi bambini? A meno che non abbiano 8 mesi...

Stimolato da queste domande un giovane papà di Portland, amante della bicicletta, ha brevettato iTandem, un Tandem con qualche piccola modifica derivato da itChair, una bicicletta richiudibile pensata per il trasporto divertente e comodo dei figli.
Su questa bicicletta il bambino non stà seduto nel classico sellino ma su una sella vera e propria.

Un'altra coppia di pedali collegata a quelli principali da una catena aggiuntiva permette ai bambini di deventare perte attiva della pedalata, in modo sicuro e divertente.

Un modo sicuramente interessante di portare in giro i figli per la città senza dover avere il pensiero che finiscano chissa dove o senza far fare un giro da totali spettatori.
Anche ad un'età minima iTandem aiuta notevolemente a prendere confidenza con i movimenti della pedalata, per far sì che i bambini memorizzino e comincino ad essere autosufficenti molto prima.






IPV. L'era del binomio spostamento-consumo è finita!

E' ormai giunto il momento di dare una svolta importante alla mobilità alla quale siamo abituati.
Viene automatico associare la parola mobilità alle parole benzina e consumo ma, visto come si sta comportando negli ultimi anni il pianeta terra bisogna cambiare queste associazioni di parole. Subito.

I continui segnali, i terremoti, gli uragani, i tifoni, le alluvioni, lo scioglimento dei ghiacci e il clima sempre più pazzo dovrebbero far riflettere. Molte delle colpe vanno attribuite anche alle emissioni di CO2 dei mezzi di trasporto che, per assurdo, producono quasi il 50% dell'inquinamento mentre sono fermi o sistanno fermando, al semaforo, in coda o in frenata.

Da molti anni sono state progettate e testate auto ibride, elettriche e addirittura a marijuana ma sempre senza scarsi risultati sicuramente non dati dalle prestazioni ma dai troppi interessi legati al mondo della mobilità; non sono molto ottimista anche in questo caso ma la speranza è sempre l'ultima a morire!

Il designer Philipp Siebourg ha progettato IPV (Induction Powered Mobility), un progetto per una mobilità ad induzione, senza consumi e soprattutto senza inquinare.

Il progetto consiste in una pavimentazione urbana e a delle auto a magneti che si spostano grazie all'attrazione dei due corpi. Un modo di spostarsi veramente a impatto 0.

Basta salire sul mezzo, impostare la destinazione e godersi il viaggio, senza doversi preoccupare della guida, dei semafori e delle altre auto; addio stress, addio aria irrespirabile in città e addio constatazioni amichevoli!








CINCO. Il nuovo punto di ritrovo per i centri urbani

Spesso con i caldi di questi giorni capita che passeggiando per la città si cerchi un punto di ristoro ma non si trovi mai niente per cinque minuti di relax.

Allo stesso modo quando si esce per una giornata intera per una visita ad una nuova citta con tutta la famiglia si vorrebbe trovare u posto dove poter sederci e mangiare il mitico pranzo al sacco portato da casa. Anche in questo caso spesso ci si accontenta degli scalini...

Per colmare queste lacune la designer Helena Bueno assieme con Heinz Muller ha disegnato Cinco, un simpatico fiore interamente costruito in alluminio anodizzato che permette a chiunque di riposarsi per alcuni minuti.

All'apparenza un tavolino con una luca sopra Cinco letteralmente si apre ed offre delle comode sedute a cinque persone. Alimentati da pannelli solari posti sopra ai petali, i LED illuminano l'area circostante per creare un punto di ritrovo anche nelle ore serali.

Dopo i fiori Wi-Fi di Toyota e a Kaphar, anche Cinco cerca di portare un pò di divertimento e di colore nei centri città!








WITCHES BROOM. Muoversi in skate senza fatica

Se credi che l'idea di spostarti in città con lo skate o con i pattini sia pessima ti stai sbagliando.

Senza considerare il fatto che ti fa risparmiare, ti tiene in forma e non inquini, girare con questi mezzi " a rotelle" è un'esperienza del tutto unica; si vede la città da un altro punto di vista ma soprattutto... si vedono le macchine in coda e si gode!
Un pò come la bicicletta me senza il problema del parcheggio!

Ma che fatica! Ok la bici, ma tutta questa fatica no!

Per evitare di far troppi sforzi, e per aiutare soprattutto si sposta in delle città collinari arriva “Witches Broom”, una genialata dell designer Maria Roland Reininger che ha pensato ad una semplice ruota con un manico attaccato.

Detta così sembra abbastanza inutile ma se pensiamo che la ruota gira grazie ad un motore elettrico interno e che il "bastone" si adatta perfettamente alle varie esigenze d'uso il discorso cambia notevolmente.

Ci si sposta agevolmente ovunque, senza fatica e volendo rimanendo anche seduti.

Una volta arrivati in ufficio basta smontarlo e riporlo anche in un cassetto, occupa pochissimo spazio.

Preparatevi a divertirvi!







Il nuovo caschetto by Lacoste. Salva la vita e l'ambiente

Un elemento da non scordare mai quando si viaggia in bicicletta è il caschetto.
E' vero, a volte è assolutamente inutile e contro una macchina che si catapulta davanti non aiuta un granchè, ma a volte può essere fondamentale.

Il designer Kyle J. Ferguson in collaborazione con Lacoste a disegnato questo casco, che combina un'elegante e raffinata estetica con il rispetto dell'ambiente.

Il casco è formato da quattro strati: all'esterno una comoda lana, utilizzata sia per un fattore estetico sia per una maggiore traspirazione.
Andando verso l'interno troviamo uno strato di plastica, rigorosamente biologica, dura e lisca, per permettere alla testa di scivolare in caso di cadute e non di "aggrapparsi" a qualche imperfezione del terreno.
Ancora più all'interno si trova uno spesso strato di sughero a bassa densità che ammortizza e distribuisce gli urti e per finire un rivestimento ergonomico a base di schiuma di soia che garantisce il massimo comfort.

Per essere alla moda anche quando si viaggi in bici, per essere sicuri e per rispettare l'ambiente!




A portare gli anziani in giro ci pensa ICIO

Generazione dopo generazione lo stile di vita delle persone sta letteralmente cambiando.
Il tipo di lavoro, i tempi più forsennati e la tv stanno facendo diventare la pigrizia una dote comune e a molti.

E a lungo termine l'essere pigri si ripresenta sotto forma di artrosi e di difficoltà motoria.

Anche se credo che la soluzione migliore sia tenersi sempre in movimento e rimanere allenati, purtroppo per alcuni risulta estremamente difficile mentre per altri è proprio una patologia, specialmente negli anziani.

Per queste persone arriva Icio, un mezzo per i piccoli spostamenti in città ideato dal designer svedese Malin Grummas. Muovendosi su tre ruote, Icio permette di non perdere l'equilibrio anche a basse velocità e di spostarsi in totale sicurrezza e tranquillità per le vie della città.

Pensato soprattutto per permettere agli anziani di non perdere la loro vita sociale Icio è anche un'ottimo amico dell'ambiente.
Funziona infatti con un motore elettrico alimentato da battreria, eliminando completamente le emissioni di co2.





AXIXA: finalmente possiamo farla veramente dove capita!

Quante volte, mi riferisco a voi maschi, è capitato di arrivare ad un punto dove non siete più in grado di trattenerla e non c'è niente nelle vicinanze che assomigi ad un wc?

Si sà, siamo tutti uguali e arrivati a quel punto si fa dove capita, sperando di non farci beccare da nessuno!

Per risolverci questo problema il designer messicano Miguel Melgarejo ha creato Axixa, dei comuni vasi sospesi da città.
Sono strutturalmente uguali a quelli classici che si trovano in tutti i bagni pubblici, lui ha solo pensato a renderli più "stilosi" e più divertenti.

L'idea interessante non stà tanto nel vaso in sè, ma nel rendere così naturale un gesto che, chissà poi per quale motivo, crea imbarazzo a molti.

Un'ulteriore motivo di invidia da parte del gentil sesso, dato che alcuni sondaggi hanno rivelato che uno dei maggiori motivi di invidia da parte delle donne verso noi maschi è proprio quello di poter farla molto più liberamente!

Dovremmo aprofittarne...




Toyota pensa ai fiori Wi-Fi

Alcune città anche in Italia stanno cominciando ad offrire la possibilità ai cittadini di connettersi in interent in modo gratuito grazie alle reti Wi-Fi.

Ma dato che creare una rete Wi-Fi libera andrebbe contro gli interessi di molte persone (quindi nel nostro paese è difficile parlarne...) Toyota ha pensato a questi fiori Wi-Fi che hanno riscosso un buon successo in alcune città degli Stati Uniti, una fra tutti Boston.
Per ora rimarrano solamente una ventina di giorni come dimostrazione per il lancio della nuova Toyota Prius ma poi, chissà, potrebbero diventare definitivi.

Questi fiori danno la possibilità di connettersi ad internet nelle vicinanze e, grazie e dei piccoli pannelli solari installati nel retro dei petali viene data la possibilità di caricare il telefonino, il lettore mp3 o il PC portaltile.

Questi fiori diventano così un punto di raccolta per i giovani, che, attaccati visceralmente alle tecnologie, possono dormire sogni tranquilli senza la paura della batteria scarica.
E, perchè no, possono diventare dei luoghi di studio all'aperto per studenti universitari o un punto dove poter connettersi con il mondo per chi sta viaggiando.

Senza dimenticare la componente fondamentale: ripristinare quel rapporto uomo-natura che ormai sembra perso da tempo!







KAPHAR. Un fiore gigante che cresce nel cemento

Dopo la geniale Luxury eco shower il designer Ross Boone se ne esce con un'altra simpatica e stravagante idea, KAPHAR.

Probabilmente ispirato dai caldi del centro città, il designer ha pensato a queste divertenti "panchine" per i centri urbani e per i parchi. Ma non sono delle semplici sedute.

Indiscutibilmete divertenti e simpatiche dal punto di vista estetico le "KAPHAR" hanno anche la doppia funzione. Oltre ad essere un punto di relax diventano anche una postazione dove poter ripararsi dal sole cocente grazie ad un sistema che, con la pressione del corpo sula seduta, abbassa i petali del fiore per creare una zona d'ombra.

Credo che la miglior collocazione delle KAPHAR sia nei parchi pubblici grazie alla loro somiglianza ai fiori ma anche nei centri storici e nei giardini privati potrebbero dare un tocco di originalità e giocosità e, almeno, strapperebbero un sorriso.





WATT. Una bici rivoluzionaria

Anche in Italia, finalmente, si sta scoprendo la comodità e la praticità della bicicletta. Ovvio, lentamente...

Impensabile raggiungere la cultura dei paesi nordici su questo argomento ma accontentiamoci, anche la tartaruga arriva sempre a destinazione, con calma ma arriva.

Questo progetto, frutto del designer francese Jerome Blanchard può far cambiare idea anche a molti automobilisti stressati del centro, in quanto a impatto visivo e tecnologia non ha nulla da invidiare ai SUV che intasano le città.

Watt è una bicicletta a pedalata assistita (quindi non si fa neanche troppa fatica) dotata di ammortizzatori elettromagnetici e queste due componenti danno la possibilità di spostarsi agevolmente su qualsiasi manto stradale e su qualsiasi pendenza, anche sulle scale.
Ninete più scuse dunque!

In caso di curve prese un pò troppo velocemente (capita nache questo...) questa speciale bicicletta ha un sistema che riconosce la velocità e l'inclinazione della bici e di conseguenza ne inclina le ruote per rendere più fluida e meno rischiosa la curva.

Il sistema ABS integrato ne aumenta anche la sicurezza in frenata ed un particolare sistema nella sella assorbe le piccole asperità improvvise, come le buche sull'asfalto, che si trovano nel percorso.

La batteria che alimenta il motore elettrico viene ricaricata dall'energia prodotta dal movimento degli ammortizzatori e dal mozzo che alimentano anche il GPS e gli altri gadget che si possono collegare tramite una porta USB quali lettore MP3 o un cellulare.

Con delle biciclette del genere è difficile capire l'utilià delle auto nei centri...






 
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